lunedì 30 maggio 2016

Rossella Moioli - Vimercate, Amministrative 2016.

Le interviste di controventoblog
La parola ai protagonisti

Rossella Moioli, in poche parole, come si presenterebbe agli elettori di queste Amministrative, in particolare a chi non la conosce personalmente?

Rossella Moioli - CivicaVimercate
Candidato Sindaco - Roberto RE
Sono nata a Vimercate, ho 45 anni e da sempre vivo a Vimercate .
Sono un architetto e mi occupo di conservazione e valorizzazione dei Beni Culturali e dunque ho avuto la possibilità di lavorare a stretto contatto con le amministrazioni pubbliche, sia con la parte politica che con quella tecnica. Queste esperienze professionali mi hanno permesso di imparare a conoscere come funziona un ente pubblico e di osservare le dinamiche che portano alla definizione delle politiche locali, in particolare su temi come cultura e pianificazione territoriale.
Già durante l’università ho cominciato ad impegnarmi nel volontariato culturale contribuendo a fondare l’associazione culturale Mirabilia che per alcuni anni ha collaborato con l’ufficio cultura del comune di Vimercate, prima che nascesse il MUST. Da qualche tempo il mio impegno civico si è allargato anche all’ambito politico poiché ho iniziato a frequentare regolarmente le riunioni dell’associazione CivicaVimercate.
Mi sono interessata alle attività dell’associazione perché ho capito che si trattava di un gruppo di cittadini, non iscritti a partiti politici, che semplicemente mettono a disposizione della Città il loro tempo, il loro impegno e la loro competenza.
Ho lasciato per ultima la competenza, ma direi che dovrebbe essere la prima caratteristica di chi si mette a servizio della collettività e si candida ad un ruolo di Amministratore.

Bene, allora, ci dica di più di CivicaVimercate...

L’attività di CivicaVimercate in questi anni è stata mirata alla analisi dei problemi della Città e, contestualmente, è stata portata avanti una valutazione di come, e se, l’operato dell’Amministrazione fosse, da una parte, aderente agli obiettivi di mandato e, dall’altra, efficace nella risoluzione dei problemi. Va detto che CivicaVimercate dalla nascita fino al 2012 ha sempre supportato gli Amministratori uscenti, ma proprio la discordanza tra gli obiettivi di mandato e la mancanza di trasparenza hanno portato l’Associazione ad uscire dal gruppo di coalizione.
Dunque, la decisione di presentare una lista autonoma e indipendente dai partiti è stato l’esito naturale di questo impegno e, nello stesso modo, il programma elettorale è stato scritto raccogliendo il frutto delle discussioni e del lavoro di analisi.

In che cosa, rispetto all’offerta politica degli altri Gruppi, si distingue la vostra proposta, Quali sono i punti qualificanti del vostro Programma?

Prima di parlare dei contenuti specifici del programma, a mio parere, è utile far capire quali sono i principi, l’impostazione “metodologica” e la visione di città che il gruppo condivide.
Partirei dal nome della lista: dovendo scegliere una frase ad effetto che riassumesse sinteticamente la natura della nostra lista abbiamo pensato che accanto a CivicaVimercate potesse essere utile rimarcare che si tratta dell’”unica VERA lista civica” perché in questa campagna elettorale abbiamo visto proliferare liste definite civiche, ma costituite da persone con tessere di partito o che hanno avuto tessere di partito. E’ chiaro che si può sempre cambiare idea. Ciò che ci interessa sottolineare, però, non è la dubbia natura delle altre liste, ma il fatto che la nostra lista rappresenta un’associazione che ha mantenuto intatte le sue caratteristiche negli anni e che ha sempre cercato di comportarsi coerentemente con le idee che hanno portato alla sua costituzione nel 2001.

Che cosa, quale parte,  le piace di più del vostro Programma?
Il programma (CLICCA QUI) si apre con un’introduzione, come fosse il “manifesto” di ciò che la lista rappresenta. Ecco io ritengo che questa sia la parte più importante, perché se è necessario spiegare quali siano i temi concreti su cui si intende lavorare, è assolutamente necessario spiegare quali sono i principi e i criteri che guideranno le singole scelte.
Data la mia esperienza professionale io rimango sempre stupita di come tutti abbiano le soluzioni “in tasca” a problemi complessi che richiedono percorsi di negoziazione tra più soggetti e tempi determinati spesso da iter prestabiliti per legge. Mi pare più importante quindi essere chiari e fermi su cose di cui ci si può assumere a priori l’impegno: i principi e le convinzioni.

Quale qualità particolare del vostro Gruppo, le piacerebbe fosse ben chiara e conosciuta dagli elettori? Qual è la cifra che vi unisce?

Molti dei candidati di CivicaVimercate si dedicano da anni al volontariato, questo ha fatto sì che al primo posto ci sia la centralità delle persone e delle loro esigenze. Questo non significa voler costruire una proposta basata sui particolarismi e sui singoli problemi, anzi al contrario si vuole mandare il messaggio che gli interessi della collettività devono tornare ad essere al centro delle scelte dell’Amministrazione.

Per essere ancora più chiari, parlare di centralità delle persone significa che si vuole che le persone tornino a partecipare alla vita della comunità e che si crei un movimento di cittadinanza attiva. Un’Amministrazione è tanto più efficiente ed efficace quanto più le persone sono in grado di rappresentare i loro problemi, ma anche di portare proposte concrete per la loro soluzione. Questo modello si può attuare se da parte dell’Amministrazione c’è capacità di ascolto e se da parte dei cittadini si comprende che è interesse di tutti condividere il “lavoro” necessario per migliorare la qualità della vita nella nostra città. Per questo vorremmo innescare percorsi che portino alla costituzione di Comitati di cittadini autonomi dall’Amministrazione.
Attenzione e rispetto verso la persona significa anche pensare che la solidarietà sociale deve essere il motore di iniziative a supporto delle fasce più deboli della popolazione. E questo ai nostri canditati che prestano e hanno prestato servizio nelle numerose associazioni cittadine di volontariato sociale è molto chiaro, perché hanno fatto esperienza diretta dell’importanza di questo tema.

Che cosa è necessario e imprescindibile per ottenere questi ambiziosi risultati?

Quando si decide di lavorare per gli altri e con gli altri, ossia per la collettività, è necessario avere assoluta trasparenza nella gestione dei beni di tutti e nella comunicazione per creare quel rapporto fiduciario che favorirà il difficile processo di coinvolgimento dei cittadini nella gestione della città.

Si va bene, ci scusi, ma questo non le sembra un argomento a “buon mercato” che in un programma dicono tutti?

Non si tratta di uno slogan, ma di un’esigenza perché se si chiede ai cittadini di partecipare alla costruzione di progetti per la città bisogna metterli nella condizione di capire i termini dei problemi, di reperire le informazioni necessarie alla comprensione delle situazioni e delle reali possibilità che l’Amministrazione ha di operare delle scelte. Essere trasparenti significa tradurre il più possibile le questioni tecniche in termini per “non addetti ai lavori”, ovviamente non rinunciando alla correttezza e non banalizzando, soprattutto sulle questioni legate al bilancio ed alle tasse comunali, e significa anche comunicare le ragioni di scelte difficili e, probabilmente, saper ammettere di non essere riusciti ad ottenere i risultati sperati.

Per poter trasformare un programma elettorale in azioni concrete per la città bisogna avere delle competenze tecniche e negli ambiti in cui non si hanno bisogna sapere di che professionalità si necessita e dove andare a cercarle. Può sembrare banale, però molti dei problemi e dei costi, sarebbe meglio dire degli sprechi di risorse pubbliche, derivano proprio dalla mancanza di competenza (a voler fare citazioni si potrebbe parlare dei “costi dell’ignoranza”). Inoltre la competenza serve per indirizzare, controllare e valutare l’operato dei dirigenti.

Quindi si tratta solo di competenza e di approfondite particolari conoscenze? E’ questo, quello che conta?

Accanto alla competenza ci deve essere l’intento di innovare e di proporre sempre soluzioni innovative. Si tratta di aver voglia di gettare il cuore oltre l’ostacolo e di attrezzarsi per riuscire a raggiungere l’obiettivo!
           
Tutte le azioni concrete e le scelte dovranno seguire questi principi e, a mio parere è questo che conta. Perché, come dicevo prima, è giusto dichiarare in campagna elettorale le proposte su come si intende affrontare le principali questioni che riguardano la città, ma bisogna anche stare attenti a non fare dichiarazioni che poi si trasformano in promesse non mantenute.

In concreto, cosa proponete?

Quindi ecco qual è la nostra idea di città e quali sono le nostre proposte.
La città deve essere ripensata e deve avere spazi pensati e realizzati sulla base delle esigenze della vita quotidiana oltre all’abitare:
-          poter fare la spesa in negozi di vicinato che offrano prodotti anche alternativi a quelli della grande distribuzione, ad esempio realizzando il mercato coperto di concerto con i commercianti e gli ambulanti del mercato cittadino;
-          poter trascorrere il proprio tempo libero in luoghi di aggregazione, quindi aumentare l’orario di apertura della biblioteca, cercare spazi da destinare a servizi di interesse collettivo ma a gestione privata come sale corsi, luoghi per intrattenimento pomeridiano dei bambini e dei ragazzi, inserire nel nuovo tessuto urbano (ex-ospedale, consorzio e cava Cantù) aree per attività sportive all’aperto e ripensare la viabilità con nuove piste ciclo-pedonali, revisione dei parcheggi e della chiusura al traffico del centro storico;
-          curarsi e prendersi cura degli altri pensando che una parte delle aree inserite nel PII dell’ex Ospedale possano essere destinate a nuovi modelli di residenza per anziani differenziati per tipologie di esigenze (esistono interessanti esempi di “centri intergenerazionali” pensati per attività di persone anziane e bambini insieme) e nuovamente a servizi sanitari;
-          poter lavorare nella propria città grazie all’attuazione di modelli innovati di sviluppo locale, supportando le piccole-medie imprese, basati sull’idea di filiera che mette insieme diversi operatori economici (recuperare alcune produzioni agricole ricollegando l’unitarietà ormai persa tra cascina e fondo agricolo e sviluppando tutto il processo compresa la trasformazione del prodotto, il marketing e la vendita – magari nel nuovo mercato coperto);
-          sentirsi sicuri sia dal punto di vista personale che collettivo. Ciò significa sia dotare i punti sensibili della città di dispositivi di videosorveglianza collegati con le Forze dell’Ordine, come accade già in altri comuni, sia mappare e monitorare costantemente i siti industriali che possono rappresentare un rischio per l’ambiente.



Chiedere a lei si i soldi spesi in Cultura sono soldi spesi bene, è domanda che conosce già la risposta, ma, da futura amministratrice, le risorse, per poter arrivare a soddisfare il crescente bisogno di domanda di cultura, di nuova conoscenza, dove si trovano?

La nostra città deve poi diventare capace di recuperare e moltiplicare risorse per sviluppare e accrescere la produzione culturale, i progetti sociali e territoriali. Cosa significa? Vuol dire che le risorse del bilancio sono limitate e soggette a strette regolamentazioni ed è giusto che servano a coprire i costi per le spese destinate a tutta la collettività e per le esigenze primarie, quindi i servizi sociali, la scuola, le manutenzioni, ecc. Non si può però pensare che si debba rinunciare ad offrire attività culturali, a produrre nuova conoscenza e a conservare e valorizzare il nostro patrimonio.
Per fare tutto ciò bisogna imparare a cercare le risorse costruendo reti e relazioni con altri soggetti, pubblici e privati, e ideare progetti trasversali, in cui la cultura si metta a servizio di altri settori, da presentare per la richiesta di finanziamenti regionali, nazionali ed europei. Queste non sono solo belle parole, sono il frutto di un’esperienza professionale maturata da alcuni di noi e che vorremmo mettere al servizio della nostra città.

Insomma c’è molto lavoro da fare, ma siamo sicuri che insieme con le numerosissime realtà associative cittadine, e con chi ha voglia di partecipare, si possano ottenere grandi risultati.
Il nostro programma è caratterizzato dalla concretezza.

A chi dice che il vostro candidato Sindaco è persona un po’ ” troppo in età” , lei cosa risponde?
Rispondo che la domanda non è educata! Aggiungo che Roberto Re è coetaneo di Carla Riva, candidata alle primarie di coalizione del centro-sinistra che si sono tenute in dicembre, e ancora che il dato anagrafico conta veramente poco quando c'è un gruppo che lavora e poi le idee non sono legate all'età, ma alle capacità!

In caso di ballottaggio, in cui la CivicaVimercate non fosse, purtroppo, tra i protagonisti, darete indicazioni di voto ai vostri elettori?
Non credo daremo indicazioni di voto, ma ne discuteremo al momento. Chi ci avrà votato lo avrà fatto, penso, per poter cambiare e quindi deciderà di conseguenza.

Rossella Moioli, prima di salutarla le chiediamo di dirci una frase, un pensiero, un aforisma,… in cui, in questo momento, si riconosce di più.

Sognare è facile, basta chiudere gli occhi, per cambiare le cose e raggiungere gli obiettivi bisogna lavorare e saper fare.


Grazie per la gentilezza e la pazienza e ….in bocca al lupo.

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